Conto Termico 3.0: novità, data di entrata in vigore, come funziona nel 2026

Il Conto Termico 3.0 è il nuovo meccanismo di incentivi per efficienza energetica e rinnovabili termiche che sostituirà l’attuale Conto Termico 2.0 a partire dal 25 dicembre 2025, con operatività piena prevista tra febbraio e marzo 2026. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 (D.M. 7 agosto 2025), introduce nuove categorie di beneficiari e amplia gli interventi ammessi, con contributi fino al 65% dei costi e budget annuo complessivo di 900 milioni di euro.

Cos’è il Conto Termico 3.0 e quando entra in vigore?

Il Conto Termico 3.0 è l’evoluzione del meccanismo introdotto dal D.M. 16 febbraio 2016, pensato per incentivare interventi di piccole dimensioni su edifici volti a migliorare l’efficienza energetica e a produrre energia termica da fonti rinnovabili. Il nuovo decreto MASE del 7 agosto 2025 aggiorna regole, percentuali e massimali, recependo anche obiettivi europei Fit for 55 e PNRR.

Secondo le sintesi istituzionali, il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.224 del 26 settembre 2025 e prevede che entri in vigore trascorsi 90 giorni, quindi il 25 dicembre 2025. Dopo l’entrata in vigore il GSE avrà 60 giorni per aggiornare portale telematico e Regole Applicative, spostando l’avvio effettivo delle nuove pratiche tra fine febbraio e marzo 2026.

Nel periodo transitorio continuano ad applicarsi le regole del Conto Termico 2.0 per le richieste presentate prima del 25 dicembre 2025, con gestione separata delle pratiche ancora aperte. Dalla data di piena operatività, tutte le nuove domande ricadranno sotto il nuovo regime 3.0, segnando la chiusura definitiva del 2.0 per nuovi interventi.

Cronologia del decreto e pubblicazione in Gazzetta

Le principali tappe procedurali evidenziate dalle fonti tecniche sono: bozza di decreto in consultazione tra fine 2024 e inizio 2025, intesa in Conferenza Unificata il 5 agosto 2025, e firma del Ministro con adozione del D.M. 7 agosto 2025. Successivamente il provvedimento è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025.

La pubblicazione in Gazzetta fa decorrere i canonici 90 giorni prima dell’entrata in vigore, fissata quindi al 25 dicembre 2025 come riportato da MASE, Certimac e altre sintesi specialistiche. In parallelo il GSE ha avviato gli aggiornamenti del Portale Conto Termico, delle Regole Applicative e dei tool di calcolo, stimando il rilascio di tutti gli strumenti operativi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore.

Varie guide professionali sottolineano che fino alla piena operatività del portale aggiornato sarà ancora presente un “doppio binario” di gestione, con completamento delle pratiche 2.0 e attivazione progressiva delle nuove funzionalità 3.0. Per progettisti e installatori è quindi cruciale pianificare gli interventi in funzione di date di ordine, esecuzione lavori e presentazione domanda, per non perdere il diritto all’incentivo o dover cambiare regole a metà procedura.

Date chiave, periodo transitorio e fine del 2.0

Le date operative riassunte dalle fonti istituzionali sono: 26/09/2025 pubblicazione in G.U., 25/12/2025 entrata in vigore, 26/02/2026 termine per aggiornamento Regole Applicative e portale GSE, marzo 2026 apertura completa alle nuove domande 3.0. Per i mesi finali del 2025 e l’inizio 2026 sarà quindi essenziale verificare, caso per caso, se applicare ancora il vecchio schema 2.0 o attendere il 3.0, soprattutto per interventi con cantieri non ancora avviati.

Le pratiche 2.0 già ammesse in passato continuano a essere liquidate secondo il vecchio regime, compreso l’eventuale pagamento in più rate annuali per incentivi di importo elevato. Il passaggio al 3.0 riguarda solo le nuove richieste presentate dopo le date stabilite dal decreto e dalle Regole Applicative aggiornate, senza effetti retroattivi su incentivi già concessi.


Come funziona il Conto Termico 3.0 (privati, PA, imprese)?

Il Conto Termico 3.0 mantiene l’impostazione “a rimborso” tipica del 2.0: il GSE riconosce un contributo a fondo perduto in un’unica soluzione o in più rate, commisurato alla tipologia di intervento, alla potenza o superficie e a precisi massimali di spesa. L’obiettivo è sostenere interventi di riqualificazione energetica di piccole dimensioni su edifici esistenti, con particolare attenzione alle pompe di calore, alle biomasse, al solare termico e alla digitalizzazione dei sistemi di controllo.

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Tra le principali novità segnaliamo l’estensione del perimetro dei beneficiari al settore terziario privato, oltre che a pubbliche amministrazioni, privati e soggetti del terzo settore che già rientravano nel 2.0. Viene inoltre introdotto un focus esplicito su comunità energetiche rinnovabili e configurazioni di autoconsumo collettivo, che potranno accedere agli incentivi per interventi su edifici di loro competenza.

Il funzionamento operativo continuerà a passare dal Portale Conto Termico del GSE, che sarà aggiornato per gestire le nuove categorie di intervento e i nuovi massimali, con tempistiche di risposta che restano in genere di 60 giorni per le pratiche standard e 90 giorni per casi complessi o prenotazioni. La presentazione delle richieste avverrà online con caricamento di documentazione tecnica, fatture e asseverazioni, analogamente a quanto già avviene oggi con il 2.0.

Soggetti beneficiari e requisiti di accesso

Il decreto 3.0 elenca tra i beneficiari: pubbliche amministrazioni centrali e locali, soggetti privati (persone fisiche, condomìni, imprese), enti del terzo settore, soggetti titolari di attività del terziario privato e, novità rilevante, comunità energetiche rinnovabili e configurazioni di autoconsumo collettivo. Questa apertura rende il meccanismo utilizzabile per un numero molto più ampio di interventi, soprattutto nel settore servizi e commercio, finora escluso dal 2.0.

Per i privati è richiesto che gli edifici siano esistenti e dotati di impianto di climatizzazione funzionante, che viene sostituito o integrato; sono inoltre previsti requisiti minimi di prestazione energetica dei nuovi generatori e requisiti emissivi per la biomassa. Le pubbliche amministrazioni possono invece accedere anche per interventi su edifici di nuova costruzione in alcune casistiche specifiche, ad esempio per integrazione di solare termico o building automation.

Ogni soggetto deve essere titolare dell’immobile o avere titolo idoneo sull’impianto (es. contratto di locazione con autorizzazione del proprietario), con documentazione da caricare sul portale GSE. Le comunità energetiche rinnovabili dovranno inoltre dimostrare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa CER, compresa l’adesione dei membri e i contratti di condivisione dell’energia.

Modalità di richiesta sul portale GSE

Il Conto Termico 3.0 prevede due modalità principali di accesso analoghe al 2.0: accesso diretto e prenotazione dell’incentivo. L’accesso diretto si applica alla maggior parte degli interventi già realizzati, per i quali entro 60 giorni dalla fine lavori viene presentata domanda completa di documentazione tramite portale GSE, che valuta la pratica e, se conforme, eroga l’incentivo nei termini previsti.

La prenotazione dell’incentivo è particolarmente rilevante per la Pubblica Amministrazione e per interventi complessi, perché consente di “bloccare” il contributo prima dell’avvio dei lavori, facilitando la programmazione finanziaria. In questo caso l’erogazione avviene dopo l’esecuzione e rendicontazione dell’intervento, ma con la certezza di copertura del budget se rispettate tutte le condizioni previste dal decreto.

Le fonti indicano che il portale aggiornato sarà operativo entro 60 giorni dall’entrata in vigore, con interfacce riviste, nuove schede intervento e strumenti per il calcolo automatico del contributo in base ai dati inseriti. I tempi di erogazione annunciati restano 60 giorni per le pratiche standard e fino a 90 giorni per interventi più articolati o con prenotazione, salvo richieste di integrazioni documentali.

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Interventi incentivati e massimali di spesa

Il Conto Termico 3.0 conferma le principali tipologie di intervento del 2.0 ma amplia notevolmente la gamma di tecnologie incentivate, aggiornando parametri e massimali per tenere conto dell’evoluzione del mercato. Nelle sintesi tecniche si citano, tra gli altri, pompe di calore elettriche e a gas, sistemi ibridi factory-made, generatori a biomassa ad alta efficienza, solare termico, sistemi di building automation (BACS) e interventi su involucro edilizio come infissi e serramenti.

Le schede parlano di incentivi fino al 65% dei costi ammissibili per la maggior parte degli interventi, con percentuali che possono salire fino al 90% se i sistemi di automazione sono abbinati ad altri interventi principali e in presenza di determinati requisiti. Per pompe di calore, generatori a biomassa e solare termico vengono previsti nuovi massimali unitari (€/kW o €/m²) adattati all’andamento dei prezzi degli ultimi anni.

Per chi sta valutando l’acquisto di pompe di calore o caldaie a condensazione, è utile confrontare queste soluzioni con l’offerta di prodotti ad alta efficienza disponibili, ad esempio nella sezione caldaie e climatizzazione di Prezzoforte, in vista di una futura compatibilità con i requisiti del Conto Termico. Analogamente, chi sta valutando generatori a biomassa può considerare stufe e caldaie a pellet certificate che rispettino già i limiti emissivi richiesti dalle nuove regole.​​

Pompe di calore, biomassa, solare termico, building automation

Le pompe di calore aria-acqua, geotermiche e aria-aria rientrano tra gli interventi prioritari, con incentivi calcolati in funzione della potenza termica, del COP/SCOP e della classe energetica dell’edificio. I sistemi ibridi factory-made (pompa di calore più caldaia a condensazione integrate) ottengono contributi specifici che ne favoriscono la diffusione in sostituzione delle vecchie caldaie tradizionali.

Per i generatori a biomassa (stufe, termocamini, caldaie) il decreto 3.0 rafforza i requisiti emissivi e di rendimento, premiando in particolare i dispositivi con certificazioni ambientali più elevate e filtri per abbattimento del particolato. Questo si traduce in opportunità di incentivo per chi sostituirà vecchie stufe inquinanti con apparecchi a pellet o legna ad alta efficienza, anche canalizzabili o idronici.

Il solare termico continua a essere incentivato con contributi espressi in €/m² di superficie captante, con massimali più alti per impianti combinati di riscaldamento e acqua calda sanitaria rispetto ai soli bollitori ACS. Le novità riguardano anche l’integrazione con sistemi di automazione building automation (BACS) che possono ricevere incentivi fino al 90% se combinati con altri interventi, per favorire il controllo intelligente dei consumi.

Fotovoltaico, infissi, serramenti e altri interventi

Una delle novità più attese riguarda l’inclusione del fotovoltaico tra le tecnologie incentivabili, in particolare se integrato con pompe di calore, accumulo e comunità energetiche, con schemi che talvolta combinano Conto Termico e specifiche tariffe GSE. I contributi possono andare fino al 65% dei costi, con particolari condizioni per impianti in piccoli Comuni e per interventi integrati in ristrutturazioni profonde.

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Il decreto estende poi gli interventi ammessi anche a infissi, serramenti ad alte prestazioni e schermature solari, coordinandosi con le altre misure nazionali di riqualificazione energetica. I massimali di spesa tengono conto delle superfici sostituite e delle prestazioni termiche dei nuovi elementi, con premi aggiuntivi in caso di abbinamento ad altri interventi come pompe di calore o isolamento.

Per il terziario privato e la Pubblica Amministrazione si aprono inoltre opportunità su sistemi di illuminazione ad alta efficienza, building automation avanzata e interventi integrati su interi edifici, con budget dedicati nel plafond annuale. Questo rende il Conto Termico 3.0 uno strumento centrale anche per aziende e negozi che vogliano ridurre i costi energetici con tempi di rientro più brevi grazie agli incentivi diretti.


Calcolo dell’incentivo, percentuali e tempi di erogazione

Le fonti specialistiche confermano che il Conto Termico 3.0 manterrà il meccanismo di calcolo basato su tre parametri principali: costo ammissibile dell’intervento, percentuale di incentivo e massimali unitari o assoluti stabiliti per ciascuna tecnologia. In pratica l’incentivo effettivo sarà pari al minore tra percentuale applicata al costo ammesso e valore calcolato con parametri standard (€/kW, €/m², ecc.).

Le percentuali base arrivano fino al 65% per la maggior parte degli interventi su edifici residenziali e non residenziali, con possibilità di raggiungere il 100% in casi specifici di piccoli Comuni o per diagnosi energetiche della PA. Gli incentivi non sono cumulabili con detrazioni fiscali come Ecobonus o Superbonus, ma risultano compatibili con alcuni contributi locali o PNRR, a condizione di non superare la spesa effettivamente sostenuta.

Per gli importi inferiori a 5.000 euro l’erogazione avviene generalmente in un’unica soluzione entro 60 giorni dall’accettazione della pratica, mentre per importi maggiori il contributo è suddiviso in 2–5 rate annuali, a seconda della tipologia di intervento. I tempi complessivi tra fine lavori e ultima rata dipendono quindi dalla dimensione e dal tipo di intervento scelto.

Esempi pratici di incentivo

Le guide tecniche riportano esempi indicativi: una pompa di calore da 10–12 kW per una villetta può ricevere un incentivo che copre una quota significativa del costo, riducendo il tempo di ritorno a pochi anni. Analogamente, la sostituzione di una vecchia caldaia a gasolio con una caldaia a biomassa certificata ad alta efficienza può accedere a contributi elevati specie in zone climatiche rigide e piccoli Comuni.

Per il fotovoltaico residenziale, il Conto Termico 3.0 si affianca ad altre forme di incentivazione, ma può risultare particolarmente interessante in configurazioni integrate con pompe di calore e sistemi di accumulo, soprattutto quando abbinato a comunità energetiche. In questi casi è essenziale simulare scenari alternativi (detrazioni vs Conto Termico) per scegliere la combinazione più conveniente dal punto di vista fiscale e di cassa.

Chi sta valutando il passaggio a pompe di calore o a sistemi ibridi può già orientarsi verso prodotti ad alta efficienza disponibili sul mercato, come climatizzatori a pompa di calore o caldaie a condensazione compatibili con i requisiti minimi che saranno richiesti dagli incentivi. Per il riscaldamento a biomassa, anche soluzioni come stufe a pellet canalizzate o termostufe possono rientrare tra gli interventi agevolabili se rispettano le nuove soglie emissive.​


Domande frequenti

Il Conto Termico 3.0 è già operativo oggi?

Al momento, novembre 2025, il Conto Termico 3.0 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ma non è ancora pienamente operativo, perché l’entrata in vigore è fissata al 25 dicembre 2025 e il GSE deve ancora aggiornare portale e Regole Applicative. Fino a quella data continuano ad applicarsi le regole del Conto Termico 2.0 per le nuove richieste, mentre il 3.0 troverà applicazione solo per gli interventi che presenteranno domanda dopo l’adeguamento del sistema informatico del GSE.​

2. Quali sono le principali novità rispetto al Conto Termico 2.0?

Le novità più rilevanti sono l’estensione dei beneficiari al terziario privato e alle comunità energetiche rinnovabili, l’ampliamento degli interventi ammessi (inclusi fotovoltaico, infissi e sistemi avanzati di building automation) e l’aggiornamento dei massimali unitari secondo i prezzi di mercato. Inoltre vengono riviste le percentuali di incentivo, che possono raggiungere il 65% per molti interventi e arrivare al 90% per sistemi di automazione abbinati, con un budget annuale complessivo aumentato a 900 milioni di euro.​

Che differenza c’è tra Conto Termico 3.0 ed Ecobonus?

Il Conto Termico 3.0 prevede contributi a fondo perduto erogati direttamente dal GSE in tempi relativamente brevi (60–90 giorni), mentre l’Ecobonus è una detrazione fiscale da ripartire in più anni e richiede capienza IRPEF o IRES. Inoltre il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con le principali detrazioni per lo stesso intervento, quindi occorre scegliere il meccanismo più conveniente in base al proprio profilo fiscale e alle esigenze di liquidità.​

Come si presenta la domanda di Conto Termico 3.0?

La domanda si presenterà esclusivamente online tramite il Portale Conto Termico del GSE, aggiornato per il 3.0 con nuove schede intervento, calcolatori e modulistica digitale. Sarà necessario caricare tutta la documentazione tecnico-amministrativa (progetto, dichiarazioni, fatture, asseverazioni) entro i termini previsti, con firma digitale dei soggetti coinvolti e conservazione dei documenti per eventuali controlli successivi.​

Il Conto Termico 3.0 vale anche per le pompe di calore aria-aria tipo climatizzatori split?

Sì, le pompe di calore aria-aria ad alta efficienza continuano a rientrare tra gli interventi ammessi, purché rispettino i requisiti minimi di prestazione stagionale (SCOP, SEER) indicati nel decreto e nelle Regole Applicative. In molti casi l’incentivo copre una parte significativa del costo d’acquisto e installazione di climatizzatori a pompa di calore, specialmente se sostituiscono vecchi generatori poco efficienti, rendendo interessante l’abbinamento con l’offerta di condizionatori a pompa di calore di gamma domestica.​​

Che ruolo hanno le stufe e le caldaie a biomassa nel nuovo Conto Termico?

Il Conto Termico 3.0 continua a incentivare fortemente la sostituzione di vecchi impianti a biomassa o fossili con caldaie e stufe moderne, ma alza l’asticella sui requisiti emissivi e di rendimento, privilegiando apparecchi certificati di classe superiore. Questo spinge verso prodotti a pellet o legna con filtri e tecnologie avanzate di combustione, in linea con le migliori stufe e termostufe idro presenti sul mercato, pensate per ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza globale dell’impianto domestico.​​

Il Conto Termico 3.0 coprirà anche infissi e serramenti per i privati?

Sì, le sintesi del decreto indicano che tra gli interventi incentivabili rientrano anche infissi, serramenti e schermature solari ad alte prestazioni, con massimali di spesa e parametri specifici per il calcolo del contributo. L’incentivo è tuttavia pensato per interventi che migliorino in modo significativo la prestazione energetica dell’edificio, quindi saranno necessari requisiti minimi di trasmittanza termica e la sostituzione di elementi esistenti non performanti.​

Cosa conviene fare oggi se sto programmando un intervento nel 2025–2026?

Chi ha interventi già pronti e cantieri programmati prima di fine 2025 potrebbe valutare di utilizzare ancora il Conto Termico 2.0, che resta pienamente operativo fino all’entrata in vigore del nuovo schema. Chi invece può pianificare lavori nel 2026 ha tutto l’interesse a studiare nel dettaglio il Conto Termico 3.0, confrontando gli incentivi previsti con le alternative (Ecobonus, Bonus ristrutturazioni, contributi regionali) e scegliendo prodotti ad alta efficienza compatibili con i nuovi requisiti, come pompe di calore, caldaie a condensazione o sistemi a biomassa certificati.